L’AURA COSMICA E IL RESPIRO MITOLOGICO DI FRANCO RINALDI
Donato Di Poce

“ Un pittore deve dipingere una cosa sola!/ Quella che non si vede”.

Volendo sintetizzare ed evidenziare in poche righe il senso della ricerca artistica di Franco Rinaldi (autore Bresciano, essenziale e originalissimo che seguo da vent’anni), segnalerei soprattutto la magia surreale ed onirica che si sprigiona dai suoi lavori e dai suoi personaggi; direi anzi che Franco è tra i pochi Artisti oggi, capace di trasmettere Aura Cosmica e Respiro Mitologico insieme.

E’ evidente a tutti, infatti, la capacità di regalarci mondi interiori e visioni ancestrali, che esprime anche nella sua poliedricità tecnica: ceramica, libri d’artista(celebri quelli realizzati con A. Merini, Casiraghy, Di Poce, dall’amico editore e Artista Alberto Casiraghy, creatore delle edizioni Pulcinoelefante), disegni e “Taccuino d’Artista”.

Sapendo quanto Rinaldi condivide il mio aforisma:
” Un pittore deve dipingere una cosa sola!/ quella che non si vede”,
colgo l’occasione per ribadire che Rinaldi mi appare come un vero Alchimista dei Sogni, che riesce anzi a fare del sogno, il vero creatore della propria Arte e generatore di creatività allo stato puro, in cui i sogni diventano, seme e matrice delle sue metamorfosi ancestrali, delle sue crisalidi iconologiche e mitologiche, dei veri e propri germogli dell’anima.
Del resto Arturo Schwarz, aveva già evidenziato le due caratteristiche essenziali del lavoro di Franco Rinaldi: la capacità di allargare gli orizzonti visivi e mentali, e la capacità di esprimere un modello interiore. Da qui la grande forza surreale e l’energia, la poesia, che si irradia dal suo lavoro, confermata del resto anche dai titoli: “I personaggi del lago del mito, Il cigno e Leda, Pègaso, Il sognatore del bosco, La medusa, Il paesaggio dei silenzi, L’uomo dei sogni, Nel bosco dei poeti, etc…”.

Ma ci sono altri due aspetti che vorrei evidenziare nei lavori di Rinaldi che a mio avviso sono importanti, quali l’atemporalità, e la molteplicità di mondi paralleli. Infatti i suoi “personaggi” ominidi, bionici e vegetali, incantati e notturni, sono sempre sospesi in una dimensione senza spazio e senza tempo e rimandano a figure Mitologiche (Pègaso, Icaro) o a organi corporei ( L’uomo dei sogni, Albero, Movimento suono, Nella foresta dell’anima) come il cuore, la spina dorsale, il sistema linfatico o intestinale, come a dire il DENTRO e la materialità del corpo, e il FUORI e l’immaterialità del sogno. Infine non si possono non notare le simbologie erotiche (Il Cigno e Leda, ) e le simbologie sacre ( S. Sebastiano, Ararat, La montagna di Dio).

Per concludere direi che Franco Rinaldi è il portatore di sogni per un mondo futuro, una creatura portatrice di desiderio e di visione, la matrice attraverso cui l’immagine smette di essere affabulazione e diventa portatrice di silenzio creativo. La matrice di un sogno ad occhi aperti che diventa reverie dell’invisibile, dell’istante, intuizione del nuovo e ci rivela l’essere più intimo e profondo in comunione con il suo respiro e il respiro del mondo.

Milano, 10/05/2007

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 Biennale d'Arte don Primo Mazzolari - Città di Bozzolo (Mn) - Anno 2007 

      
   Il premio internazionale d'arte intende continuare la tradizione artistica della città di Bozzolo iniziata da don Primo Mazzolari, potenziandone l'immagine con un' iniziativa nazionale e a partecipazione internazionale in collaborazione con altri soggetti. Si arricchisce, inoltre, una quadreria già cospicua, in previsione dell'allestimento di una pinacoteca comunale a disposizione del pubblico, valorizzando il patrimonio storico, artistico e culturale della città. L'edizione 2007, corredata da un adeguato catalogo di tutte le opere partecipanti e brevi saggi illustrativi delle varie sezioni del premio, conta su una partecipazione attentamente selezionata di 20 artisti, pittori e scultori, che espongono tre opere ciascuno, per un totale di sessanta lavori.     

TULLIO CASILLI: articolo pubblicato sul giornale  "La voce di Mantova" - venerdì 21 settembre 2007

   Altissimo il livello degli artisti che hanno partecipato a questa Biennale Internazionale d'Arte "Città di Bozzolo". Tra questi abbiamo avvicinato Franco Rinaldi. Le sue opere rappresentano l'espressione di un impatto reattivo con la realtà quotidiana; ciò che per pochi istanti, dopo l'esplosione di un grande evento resta impresso sulla retina per poi fissarsi nella macchina complessa dei nostri ricordi. Sono quelle tinte intere, forti impattanti e quelle forme semplici che una memoria libera cattura al volo e trattiene per sempre.

   Rinaldi, prima dell'invito da parte di Margonari, sapeva qualcosa di questa rassegna ?
"Avevo letto che dentro a questa organizzazione avevano operato Bruno, Pancera, la Bossaglia, la Pontiggia, De Grada e poi non mi ricordo chi altro. Parlando di questi soggetti la strada non può non essere stata tracciata che ad alto livello".
   Nel suo percorso artistico, il mondo del Fantastico rappresenta un punto di partenza, di arrivo oppure un periodo di transizione ?
"Ho basato il mio lavoro sulla coerenza. Sono tantissimi anni che seguo questa linea. Sostengo da sempre che oggi l'opera non può più nutrirsi della sola immagine. Siamo subissati dalle immagini. L'unico modo per sorprendere il nostro animo è quello di spostare il messaggio dall'immagine a ciò che l'immagine stessa ci trasmette.

Franco Rinaldi : un impatto reattivo con la complessa realtà quotidiana

   L'opera "Riflesso della realtà" ?
"Ogni quadro vive di una vita propria. Quando l'artista muore, se alla base del suo operare c'era un forte substrato di sensibilità e di cultura, quell'opera trasmetterà messaggi che nemmeno l'artista avrebbe potuto immaginare. Ecco perchè il Fantastico è una strada obbligata".
   Dove si forma il pittore Franco Rinaldi ?
"Prima della scuola, prima del Liceo Artistico, quando la mia voglia di vedere e di conoscere mi ha portato a visitare musei in tutta Europa. Allora mi resi conto che l'Italia viveva una dicotomia incredibile concretizzata tra avanguardie iperprogressiste e frange iperpassatiste. Da lì prese forma il mio surrealismo; una strada difficile. Rassegne come questa di Bozzolo rappresentano le uniche valvole di sfogo per i pittori come noi".
   Vita dura per i Fantastici ?
"Per fortuna ci sono critici intelligenti come Margonari. In Italia è così, contrariamente ai paesi nordici il fantastico, nelle grandi collezioni pubbliche italiane è stato sempre visto come qualcosa che non ci appartiene.
 

 
 
 
 

Bozzolo (Mn) Chiesa di San Francesco

 

Bozzolo (Mn) Galleria del premio




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